Questa sindrome è in netta ascesa, malattia tipica della società moderna, civilizzata, industrializzata, iper-specializzata, super-competitiva, ma priva di valori, che pian piano sgretola l’unità della famiglia e l’integrità dei gruppi sociali. Definita il male oscuro, si insinua dolcemente e sgretola la forza vitale delle persone che diventano disadattate, stressate piene di paure ed ansie, incapace di resistere all’estenuante lotta per la vita. La depressione nell’accezione comune si intende un orientamento del tono dell’umore verso una valutazione melanconica di sé e dell’ambiente, tale da determinare tristezza, mancanza di interessi attivi nel presente, elaborazione angosciosa del passato, eclissi dell’autostima, scomparsa della dimensione «futuro». Quando i disturbi prevalgono sulle possibilità di valutazione critica si può passare ad una psicosi depressiva con delirio di colpa e di indegnità e vissuto di autoaccusa; tale convinzione confluisce in propositi o risoluzioni suicide. Considerata nel suo più intrinseco significato la depressione colpisce solitamente persone in età adulta e può avere andamento episodico, ciclico (la durata degli episodi, non trattati, può andare da qualche settimana a molti mesi). A volte la fase depressiva può alternarsi con episodi di paranormale euforia (Mania) realizzando la cosiddetta psicosi mista o circolare o maniaco-depressiva. La terapia medica della Depressione è oggi affidata ai farmaci antidepressivi. Questi sono in grado di liquidare i singoli episodi ma non le cause fondamentali del disturbo, che vanno affrontate con un confronto psicoterapico particolarmente impegnativo.

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