Uno degli “agenti” più insidiosi e nefasti che minacciano la nostra salute in questo momento storico è certamente lo stress negativo: il «“virus” che flagella l’Occidente» (Caprioglio, 2000).
Nell’intento di contribuire a una più efficace “calibrazione socioculturale delle strategie sanitarie e di promuovere una sempre più estesa cultura della salute”, come si richiede quale contributo alla rivista, questo articolo tratta di stress proprio come “consapevolezza dei processi oggettivi e soggettivi connessi alla salute e come matrice di un’attiva e necessaria partecipazione comportamentale di tutti alla sua difesa”. (Andriola, Savino, 2010)
In particolare, per quanto riguarda il trattamento dello stress, il tema viene ridotto a pochi ma chiari elementi di base, facilmente utilizzabili sia dagli operatori che dalla popolazione, riassunti in modo quasi schematico: il primo passo
nella gestione corretta dello stress e dei suoi effetti nocivi consiste nel riconoscerlo e nell’imparare a identificarne i sintomi; il secondo passo è l’uso quotidiano del rilassamento, che ormai è sufficientemente testato come il migliore antidoto naturale allo stress, se lo stress non ha già prodotto danni essenziali e sostanziali riducendo il nostro psicosoma a un “colabrodo”.
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Tratto da Antropologia della salute. Numero 1. Ottobre 2010
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